Non si finisce col fracassarsi il naso in terra perché si scrive, ma al contrario si scrive perché ci si fracassa il naso e non resta più altro dove andare. (A. Cechov)

lunedì 1 settembre 2014

La maestra dei colori, Aimee Bender

I fan di Aimee Bender non saranno delusi dal nuovo libro dell'eccentrica scrittrice americana. La maestra dei colori è una raccolta di quindici racconti, divisi in tre parti.
Prendendo le movenze della fiabe dei Fratelli Grimm, a cui l'autrice si è sempre ispirata, la narrazione cuce tutti i pezzi di un mondo popolato da donne che devono sposano orchi, uomini che si fingono nazisti per essere condannati dal tribunale di Norimberga, ragazzi che soffrono di analfabetismo facciale. Pregevole il racconto da cui prende nome la raccolta, una specie di fiaba prima della fiaba, in cui la futura protagonista di Pelle d'asino riceve tre vestiti dalla giovane apprendista della Maestra dei colori. Non trapela  alcun romanticismo in queste pagine, piuttosto la fragilità dell'essere umano, nascosta dietro a una apparente sicurezza.  
Lo stile della Bender alleggerisce le cose pesanti e tristi,  mette in mano al lettore le chiavi della sua mente e gli permette di aprirla.  
Il fantastico trabocca da ogni parola. Eppure c'è sempre qualcosa di terribilmente realistico nelle sue storie, di coinvolgente.
Sono le emozioni dei personaggi a prendere corpo,diventando tangibili  più dei personaggi stessi.  Ed è proprio l'elemento che rende queste pagine speciali.  

Terminato il libro, come suggeriva Carver, ci si dovrebbe fermare un momento,  per riprendersi. Allora si avvertirà, come fosse una magia, che qualcosa è scivolato via dal libro, si è cercato un cantuccio nel cuore, ci si è accovacciato e lì resterà per sempre. Per ricordarci di che colore sono i nostri sentimenti.







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